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LA STORIA DEL DHEA
 

Oggetti  contenuti in questa pagina :

Scoperto negli anni ’30…
1960: il DHEA-S viene prodotto dalla ghiandola surrenale
Il DHEA ha proprietà anti-invecchiamento . . .
Lancio mediatico della “Pillola della Giovinezza”
Anno 2000 . . .
Oggi . . .
Bibliografia

 

Scoperto negli anni ’30…

E’ nel 1931 che il dottor Adolfo BUTERNANDT (1), uno studioso tedesco, isola il DHEA in forma libera nell’urina umana. Alcuni anni più tardi, nel 1939, questo medico ha ottenuto il premio Nobel per la chimica.

Nel 1944 viene isolata la forma solfonata (DHEA-S) del DHEA.

Ma è soltanto 20 anni più tardi, nel 1954, che due ricercatori, Migeon e Plager (2), isolano il DHEA nel sangue umano; ed esami istologici accurati (Symington, 1956) (3) rivelano che esso è prodotto dalla parte interna della corteccia surrenale.

Nel 1958, il francese Max Fernand JAYLE, professore di biochimica alla Facoltà di Medicina di Parigi, riesce a rapportare con esattezza il decremento quasi lineare del DHEA in maschi e femmine con l’invecchiamento (il prof. Etienne-Emile BAULIEU era uno dei suoi allievi).

 

1960: il DHEA-S viene prodotto dalla ghiandola surrenale

La ricerca del professor Étienne-Emile Baulieu (4) su un caso di tumore umano surrenale, nel 1960, fornisce la prova che il DHEA viene sintetizzato bene dalle ghiandole surrenali, ma sotto forma di solfato di deidroepiandrosterone (DHEA-S).

Negli uomini, il metabolismo di DHEA e DHEA-S è stato particolarmente studiato nel corso degli anni ‘60, usando somministrazione orale o iniezione intravenosa (generalmente ricorrendo a composti marcati con isotopi radioattivi). In tal modo sono stati confermati la trasformazione di DHEA in DHEA-S e il metabolismo di DHEA in androgeni ed estrogeni. E’ stato significativo dimostrare che il metabolismo del DHEA-S comporta la formazione degli stessi derivati del DHEA (Vande Wiele R.L., 1963) (5).

Negli anni ‘70, una serie di studi internazionali ha mostrato la possibilità di effetti benefici del DHEA sugli animali. Questi molti studi sono stati intrapresi su animali di laboratorio (soprattutto ratti e topi), studiando gli effetti della somministrazione di DHEA mescolata abitualmente ad alimenti.

Kalimi e Regelson (1990) (6), Thijssen e Nieuwenhuyse (1999) (7) e Bellino et al. (1995) (8) hanno indicato che il DHEA ad alto dosaggio potrebbe:

- prolungare la vita degli animali,
- prevenire certi carcinomi e malattie virali,
- trattare alcune obesità di origine genetica,
- proteggere contro l’aterosclerosi.

Questi risultati vanno analizzati criticamente. Non si può porre in questione la realtà delle osservazioni. Ma è difficile interpretarle ed estrapolarle in rapporto ai problemi umani.

 

Il DHEA ha proprietà anti-invecchiamento . . .

Abbiamo dovuto arrivare al 1994, col prof. Samuel YEN dell’Università di San Diego, per la pubblicazione dei primi risultati di test positivi su uomini; test che hanno confermato come il DHEA abbia proprietà anti-invecchiamento. In effetti, la somministrazione di DHEA a pazienti anziani comporta mutamenti biologici, fisici e psicologici

Alex Vermeulen, professore all’ospedale di Gand, alla prima conferenza internazionale sul DHEA, organizzata dall’Academy of Science di New York nel 1995, ha affermato che “il DHEA ha un effetto positivo su benessere, risposta alla vaccinazione e memoria, e che è molto attivo contro l’arteriosclerosi”. Nello stesso anno il DHEA è stato autorizzato dalla FDA negli Stati Uniti.

In 1996, nell’ospedale di Laval, Quebec, Fernand Labrie ha scoperto un leggero incremento nella densità ossea in soggetti trattati. Una prova di grande importanza per il DHEA nella lotta contro l’osteoporosi.

Per finire, altre osservazioni hanno fissato, da una parte un rapporto tra l’utilizzo di DHEA e la riduzione dell’adiposità in eccesso, dall’altro la riduzione dei fattori di rischio nelle malattie cardiovascolari.

Nota: è stato accertato che il tasso di DHEA nel sangue di persone colpite da AIDS è molto basso.

 

Lancio mediatico della “Pillola della Giovinezza”

In parallelo, la pubblicità del DHEA è cominciata negli USA dopo uno studio pubblicato alla Medical School dell’Università di San Diego. I ricercatori, che miravano a studiare gli effetti del DHEA sull’organismo, hanno dimostrato con evidenza il miglioramento del benessere fisiologico e psicologico dei pazienti, nonché del loro sonno, come anche maggiore facilità nel combattere lo stress.

Altri studi hanno anche mostrato i benefici possibili al DHEA su pazienti affetti da un gran numero di malattie quali il diabete, l’obesità, il cancro, le dermatiti, eccetera.

Da quel momento i media hanno parlato diffusamente del DHEA presentandolo come
"L’ormone della giovinezza”.

 

Anno 2000 . . .

All’ospedale Broussais di Parigi, i proff. Jayle e Kazatchkine hanno somministrato 100 mg/giorno per 4 mesi a soggetti sieropositivi con AIDS. Finora non sono stati osservati effetti tossici. I risultati non sono ancora stati pubblicati.

E’ stato anche notato che il DHEA aumenta la sensibilità agli ormoni tiroidei, migliorando la termogenesi, il metabolismo di individui leggermente obesi e la produzione di energia.

In aprile 2000, il prof. Baulieu (9) pubblica i risultati dello studio "Trattamento con DHEA" che analiza 280 volontari oltre i 60 anni i quali avevano preso 50 mg/giorno di DHEA per un anno. I risultati sono confermati e risultano positivi per le femmine. E’ probabile che i maschi richiedano quantitativi maggiori (75-100mg/giorno).

In novembre 2000 avviene una svolta cruciale: Le Autorità Mediche Francesi autorizzano la vendita del DHEA. Tuttavia il Francia il DHEA non ha ancora una autorizzazione alla commercializzazione e vendita, grazie ad una lacuna della legge, può essere venduto in farmacia sotto forma di sostanza soggetta a controllo.

 

Oggi . . .

E’ il vostro turno di beneficiare di questa “Cura Universale” come già fanno milioni di persone. Ogni giorno riceviamo testimonianze di persone soddisfatte e felici.

 

Bibliografia

1/ Butenandt A. et Dannenbaum H., 1934. Z physiol, Vol. 229, 192.

2/ Migeon C.J. et Plager J.E., 1954. J Biol Chem, Vol. 209, 767.

3/ Symington T., Duguid W.P. et Davidson J.J., 1956. J Clin Endocrinol Metab, Vol. 16, 580. Effect of exogenous corticotropin on the histochemical pattern of the human adrenal cortex and a comparison with the changes during stress.

4/ Baulieu E.E., 1960. C.R. Acad Sci, Vol. 251, 1421-1423. Esters-sulfates de stéroïdes hormonaux. Isolement de l'ester-sulfase de 5-androstène 3b -ol 17-one (déhydroépiandrostérone) dans une tumeur cortico-surrénalienne. Absence de stéroïde libre.

5/ Vande Wiele R.L., MacDonald P.C., Gurpide E., Lieberman S., 1963.Recent Progress in Hormone Research, Vol. 19, p.275-310. Studies on the secretion and Intervention.

6/ Kalimi M. et Regelson W. eds, 1990. The Biologic Role of Dehydroepiandrosterone (DHEA) (Walter de Gruyter Pub.).

7/ Thijssen J.H.H. and Nieuwenhuyse H., 1999. Parthenon Publishing Group, DHEA a comprehensive review, p.35-68 - Neuroactive neurosteroids: DHEA and DHEA-S.

8/ Bellino F.C., Daynes R.A., Hornsby P.J., Lavrin L.H., Nestler J.E. Vol. 774. 1995 Ann. NY Acad Sci. DHEA and Aging.

9/ Baulieu E.E. et al, 2000. Proceedings of the National Academy of Sciences, USA. Vol. 97, No.8, p.4279-4284. DHEA, DHEA Sulfate and aging: Contribution of the DHEAge Study to a sociobiomedical.

 

 




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